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Scenografia

La scenografia per il teatro delle marionette deriva direttamente dalla sapienza del teatro barocco: è l’elemento più importante per creare l’ambiente in cui si muove la marionetta ma, principalmente, per creare l’illusione tipica del teatro delle marionette, ovvero la perdita del senso della dimensione, in assenza della figura umana di raffronto. La tecnica di raffigurazione che viene esaltata è la prospettiva, che permette di creare ambienti che sembrano immensi, anche se, in realtà, il palcoscenico delle marionette è profondo pochi metri. Tale effetto viene accentuato dall’utilizzo di marionette di diverse dimensioni, grandi al proscenio e piccole sul fondo. E’ questa la forza del teatro di marionette a confronto con il grande teatro ufficiale barocco. In quest’ultimo, in presenza di scene dipinte con la prospettiva, l’attore “umano” doveva sempre agire al proscenio, senza poter “entrare” nello spazio finto creato dalla scenografia per non svelare l’illusione ottica. La marionetta, che può essere di diverse dimensioni, non ha questo problema; può muoversi all’interno di tutto lo spazio scenico, sfruttando appieno la potenzialità della scena prospettica.
La scena è realizzata su carta, che, rispetto alla tela, ha il vantaggio di essere meno pesante e più facilmente trasportabile, specie quando si tratta di spostarne decine di pezzi.
Prima di procedere alla realizzazione della scena, viene eseguito un bozzetto, sviluppato secondo le specifiche esigenze del testo e le idee artistiche del regista.
La carta è prima preparata ed incollata, quindi, utilizzando i colori a “terra” uniti con leganti vinilici ed acqua, viene abbozzato il disegno che, in seguito, sarà sviluppato e realizzato nei minimi dettagli. Una volta finita, la scena viene “fortezzata”, ovvero vengono apposti i rinforzi in tela lungo i bordi e lungo le pieghe, al fine di rinforzare le parti più sottoposte ad usura.
Le scenografie sono in genere composte da più pezzi: un fondale davanti al quale vengono posti fino a tre ordini di quinte, a seconda delle necessità di creare uno spazio più o meno grande per il movimento delle marionette.