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Le origini del Carnevale d'Ivrea

Dal 21 al 21 feb 2010

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Presentazione

L’origine della festa del Carnovale della città d’Ivrea ossia La morte di Carlo (il feudatario, aggiunto a matita) con Gianduia sposo senza sposa – Tragicommedia scritta appositamente pel Teatrino delle Marionette della città d’Ivrea dall’attore Vittorio Amedeo Mirano il 13 maggio 1840. Così recita il primo foglio del manoscritto numero 259 del fondo Colla.
Diverso appare invece il frontespizio dei fascicoli rilegati in cartoncino grigio, uno stemma ritagliato in carta bianca su cui appare la scritta “Drammone storico in tre atti intitolato L’origine del Carnovale d’Ivrea ossia Il trionfo della libertà con Gianduia armigero”. All’interno i fogli dispari recano i timbri dell’ufficio di Revisione Teatrale di Torino mentre l’ultimo foglio del testo appare la dicitura “Visto se ne permette la rappresentazione nel Regio Stato di Torino il 13-01-1852. Per l’Intendente di Revisione S. Ravelli” seguito dal solito timbro.
L’ultimo foglio reca sul fronte verso l’elenco dei personaggi e sul retro la divisione in atti e in quadri. All’interno della copertina è applicato un foglio bianco su cui sono tracciati a matita uno schizzo e un disegno più completo riproducente l’uccisione del feudatario.
L’assenza di correzioni e di tagli posteriori alla stesura, elementi che attestano l’uso continuato del manoscritto in funzione teatrale, fanno pensare che il testo sia stato poco rappresentato nel corso del tempo.
Progetto interessante quello di restituire a vita teatrale l’antica leggenda legata alle celebrazioni del Carnevale, seguendo lo svolgimento drammaturgico di un testo che vede -accanto a ruoli simbolo della tirannia, della dignità umana e dell’anelito alla libertà- presente con funzione comica il personaggio “maschera”, che come un antico “coro” commenta in dialetto la vicenda, strizzando l’occhio allo spettatore. Entrato il manoscritto nel repertorio della Compagnia Colla, la maschera di Gianduia fu sostituita dal personaggio di Gerolamo, maschera della Compagnia, che si esprime in dialetto piemontese e a cui Milano aveva dedicato l’omonimo teatro di marionette.
Il Carnevale d’Ivrea è l’unico al mondo ad avere una trama precisa, a raccontare una storia i cui protagonisti non sono maschere, ma personaggi ideali, simbolo di valori libertari e interpreti di antichi avvenimenti.
Anche se il nucleo originario della leggenda si è via via adattato, attraverso varie e complesse stratificazioni, alle esigenze di epoche diverse, sono comunque due filoni fondamentali di avvenimenti che ne compongono la trama.
Eugenio Monti Colla

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Locandina

Dramma storico in tre atti di Eugenio Monti Colla

da un copione di Vittorio Amedeo Mirano (1840)

selezione musicale

Giovanni Schiavolin

scene

repertorio storico della Compagnia

costumi

Carlo II Colla ed Eugenio Monti Colla

i marionettisti

Carlo III Colla, Eugenio Monti Colla, Franco Citterio, Mariagrazia Citterio, Piero Corbella, Debora Coviello, Cecilia Di Marco, Egon Gorghetto, Mariapia Lanino, Tiziano Marcolegio, Sheila Perego, Paola Plebani, Giovanni Schiavolin

voci recitanti

Loredana Alfieri, Marco Balbi, Roberto Carusi, Carlo III Colla, Fabrizio De Giovanni, Lorella De Luca, Adolfo Fenoglio, Lisa Mazzotti, Gianni Quillico, Franco Sangermano

direzione dell'allestimento

Carlo III Colla

luci

Franco Citterio

direzione tecnica

Tiziano Marcolegio

regia

Eugenio Monti Colla

produzione

ASSOCIAZIONE GRUPPORIANI – MILANO

Comune di Milano - Teatro Convenzionato

in collaborazione con

IL CONTATO DEL CANAVESE