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Excelsior

Dal 02 al 10 mag 2015

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Presentazione

Molte illustri ed autorevoli firme hanno analizzato i diversi filoni che compongono questo kolossal della storia del balletto italiano indagando gli aspetti culturali, sociali e politici di un'epoca al tramonto e di un'altra che stava nascendo.
Parlarne a proposito delle marionette non è soltanto considerare tutto quanto è stato detto a tale proposito, ma è dire qualcosa in più.
In realtà non esiste e non è mai esistita una trasposizione per marionette di alcuna opera teatrale perché l'essenza dello spettacolo marionettistico non è tale da uniformarsi a qualcosa di preesistente. E quando i marionettisti hanno adattato il loro linguaggio a testi preesistenti ne è uscita una sorta di teatralità incompleta, disanimata ed incerta.
Va anche detto come dietro agli spettacoli di marionette e di burattini non ci sia sempre e soltanto la piccola città, la piazza o la sagra paesana, ma c'è anche la grande città e le sue trasformazioni. Se poi si parla di teatri stabili di marionette (quando non esisteva iniziativa consimile nel campo dello spettacolo) non si parla più soltanto dei Lupi, dei Colla ma si parla di Torino e di Milano, si parla di Teatro Regio e di Teatro alla Scala. Non è, quindi, per spirito di imitazione, per gusto dell'ironia o, peggio ancora, per desiderio di scimmiottamento satirico che il mondo delle marionette punta ai grandi balli scaligeri, e al ballo Excelsior in particolare. E' piuttosto un sostituirsi all'uomo là dove la creatura umana diviene goffa, banale, priva di veridicità tutta protesa com'è a propagandare folli ideali di fratellanza fra i popoli, di progresso scientifico e di concordia universale. La marionetta può affermare tutto questo senza precipitare nella caducità degli eventi e nella terribile realtà di imprese imperialistiche e di sanguinosi conflitti mondiali, così diversa è la sua essenza teatrale.
Quando la Carlo Colla e Figli mette in scena l'Excelsior con il titolo "Civiltà e Progresso", le formazioni marionettistiche di maggior prestigio già avevano in repertorio il gran ballo. Siamo nel 1895. Carlo Colla Jr. ha assunto la direzione della ditta marionettistica. Il primo allestimento del ballo ricorda ancora troppo l'originale scaligero. Ma è sufficiente che lo spettacolo entri nella routine degli spostamenti della Compagnia che ogni quadro sembra acquistare una fisionomia più precisa.
Così l'Excelsior approda al Teatro Gerolamo quando la Compagnia ci entra stabilmente nel 1906, proprio negli anni in cui, dopo qualche ultima apparizione, il gran ballo scaligero sta tramontando sulle scene italiane, divenendo unico retaggio del teatro delle marionette e, più particolarmente, della Compagnia Carlo Colla e Figli che ha continuato a riproporlo sino ad oggi, offrendo al pubblico di un secolo dopo la più vivida testimonianza del kolossal scaligero.


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Locandina

Gran Ballo Storico in due tempi e undici quadri di Luigi Manzotti

Prima edizione marionettistica di Carlo II Colla (1895)

musica

Romualdo Marenco

scene

Achille Lualdi e Ugo Bellio

costumi

Alfredo Edel e Luigi Bartezago, realizzati dalla Sartoria della Compagnia

direzione tecnica

Tiziano Marcolegio

luci

Franco Citterio

regia

Eugenio Monti Colla

produzione

ASSOCIAZIONE GRUPPORIANI – MILANO

Comune di Milano - Teatro Convenzionato